Piano D’Ambito

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Il Piano d’Ambito Regionale è in fase di predisposizione.

Con Legge Regionale n. 15/2015 “Riordino del servizio idrico integrato ed istituzione dell’Ente Idrico Campano”, la Regione Campania ha individuato un ambito territoriale unico di dimensioni regionali, suddiviso in 5 ambiti distrettuali:

  • Ambito distrettuale Napoli (32 comuni della Città metropolitana di Napoli)
  • Ambito distrettuale Sarnese-Vesuviano (59 comuni della Città metropolitana di Napoli e 17 della provincia di Salerno)
  • Ambito distrettuale Sele (142 Comuni della provincia di Salerno, 2 Comuni della provincia di Avellino e 1 Comune della Città Metropolitana di Napoli)
  • Ambito distrettuale Caserta (tutti i Comuni della provincia di Caserta)
  • Ambito distrettuale Calore Irpino (tutti i Comuni della provincia di Benevento e 117 Comuni della provincia di Avellino).

Il Piano d’Ambito rappresenta il principale strumento di programmazione tecnica, economica e finanziaria, previsto ai sensi dell’art. 149 del D.Lgs. 152/2006, a disposizione dell’Autorità d’Ambito territoriale ottimale per l’organizzazione del servizio idrico integrato.

Il soggetto di governo dell’ATO regionale è l’Ente Idrico Campano (EIC) istituito con L. R. n. 15/2015, cui partecipano obbligatoriamente tutti i Comuni del territorio campano.

L’EIC ha personalità giuridica di diritto pubblico ed è dotato di autonomia organizzativa, amministrativa e contabile.

L’EIC, ai sensi dell’art. 8 della L.R. n.15/2015, predispone, adotta, approva ed aggiorna il Piano d’Ambito su scala regionale di cui all’articolo 149 del decreto legislativo 152/2006, secondo le procedure di cui all’articolo 16 e lo trasmette, entro dieci giorni dalla delibera di approvazione alla Regione, all’AEEGSI e al Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare.

Il Piano d’Ambito è costituito dai seguenti atti (art. 149 del D.Lgs. 152/2006):
  • Ricognizione delle infrastrutture:  individua, anche sulla base di informazioni asseverate dagli enti locali ricadenti nell’ambito territoriale ottimale, lo stato di consistenza delle infrastrutture da affidare al gestore del servizio idrico integrato, specificandone lo stato di funzionamento;
  • Programma degli interventi:  individua le opere di manutenzione straordinaria e le nuove opere da realizzare, compresi gli interventi di adeguamento di infrastrutture già esistenti, necessarie al raggiungimento almeno dei livelli minimi di servizio, nonché al soddisfacimento della complessiva domanda dell’utenza, tenuto conto di quella collocata nelle zone montane o con minore densità di popolazione. Il programma degli interventi specifica gli obiettivi da realizzare, indicando le infrastrutture a tal fine programmate e i tempi di realizzazione;
  • Modello gestionale ed organizzativo:  definisce la struttura operativa (e dunque le risorse in termini di personale, materie prime, fabbisogno energetico, strutture amministrative ecc.) mediante la quale il gestore assicura il servizio all’utenza e la realizzazione del programma degli interventi;
  • Piano economico finanziario:  articolato nello stato patrimoniale, nel conto economico e nel rendiconto finanziario, prevede, con cadenza annuale, l’andamento dei costi dì gestione e dì investimento al netto di eventuali finanziamenti pubblici a fondo perduto. Esso è integrato dalla previsione annuale dei proventi da tariffa, estesa a tutto il periodo di affidamento. Il piano, così come redatto, dovrà garantire il raggiungimento dell’equilibrio economico finanziario e, in ogni caso, il rispetto dei principi di efficacia, efficienza ed economicità della gestione, anche in relazione agli investimenti programmati.
Il Piano d’Ambito rientra in quanto previsto all’art. 6, commi 1 e 2, del D.Lgs. 152/2006 ed è, pertanto, sottoposto a procedura di Valutazione Ambientale Strategica (VAS).